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Anticipo a scuola: un anno perso, non un anno guadagnato.

Marzo 4th, 2014 | Posted by Rosalba Bratta in news - (Commenti disabilitati su Anticipo a scuola: un anno perso, non un anno guadagnato.)

3art1Penso a quei bambini, nati nei mesi di gennaio febbraio marzo e aprile, che si ritrovano ad affrontare la Scuola Primaria come anticipatari senza via di scampo. Una decisione presa per loro dalla famiglia, a sua volta incoraggiata dalla legge, ma che non valuta con coscienza la ricaduta sui bambini. Eppure basterebbe soffermarsi e riflettere solamente sulle abilità ”relative” e sulla maturità emotiva del bambino per comprendere quanto può risultare dannoso l’anticipo di un percorso scolastico.
Cosa sono le abilità “relative”
Le abilità relative, meglio conosciute come prerequisiti, sono il patrimonio delle capacità del bambino, non sempre consapevoli, che gli consentono di affrontare apprendimenti strutturati: un livello organizzato nella produzione grafica, il disegno, il controllo della mano, la capacità di riprodurre segni e tratti grafici, il controllo della postura corporea, un’adeguata capacità di logica e ragionamento. Ciò rientra nel “patrimonio” di certezze da portare come bagaglio alla scuola primaria, senza queste abilità il bambino affronterà il nuovo percorso scolastico con grandi difficoltà.
Cos’è la maturità emotiva
A mio parere, la maturità emotiva del bambino resta una condizione indispensabile per affrontare serenamente l’ingresso alla scuola primaria: un buon grado di consapevolezza delle proprie capacità, saper reggere lo stress che il nuovo grado di scuola comporta, ciò tollerare la frustrazione di molte ore passate a fare cose che seppur divertenti e piacevoli richiedono la capacità di stare a lungo seduti, di ripetere azioni di routine e meccaniche inizialmente perfino poco gratificanti, capacità di tollerare gli insuccessi iniziali, fattori che, lo sappiamo bene, generano disistima. In breve, capacità di riconoscere e gestire le emozioni.
Per quanto l’età cronologica poco racconti delle abilità di un bambino è sicuramente dopo i sei anni che comincia ad agire con quel senso del dovere che lo porta ad essere attivamente collaborativo nel suo percorso. I bambini anticipatari, fatta esclusione per una piccolissima percentuale, faticano il doppio proprio a causa di una globale immaturità emotiva, sono capaci, ma subiscono il peso del compito che sottende gli apprendimenti della Scuola Primaria.
Purtroppo, per molti genitori, mandare il figlio in anticipo a scuola è sinonimo di intelligenza e quindi di vanto, un colmare la frustrazione di un obiettivo da loro mai raggiunto, per questo spingono il proprio figlio a bruciare le tappe convinti che in questo modo possano arrivare dove loro non sono arrivati o dove vorrebbero che lui arrivasse. In questo modo i bambini vengono caricati di aspettative che compromettono la serenità e la stabilità emotiva. In realtà, gli insegnanti della scuola dell’infanzia, che hanno gli strumenti e le competenze per valutare il grado di maturità emotiva del bambino, dovrebbero scoraggiare i genitori e spiegare che il percorso dell’anticipo, sì può andare bene, ma richiede al bambino il doppio della fatica e la cui incognita rischia di rivelarsi più avanti nel tempo. Spesso sono quei bambini che a scuola si contengono, perché costretti, ma a casa diventano irrequieti e ingestibili.
Ecco perché affrontare un anticipo, potrebbe rivelarsi una sorta di boomerang, un anno guadagnato lo si potrebbe spendere in frustrazione e in fatica. Un anno effettivamente guadagnato è un anno di gioco, un anno nel rispetto dei livelli di maturazione individuale, lasciando fare al tempo ciò che è del tempo.

Cfr. crescere creativamente.org.

Rosalba Bratta Pedagogista Clinico