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Dopo anni di studio e sperimentazione delle tecnologie nella Scuola dell’Infanzia Qui Quo Qua, Filippo Bratta, programmatore e sua sorella Rosalba, Dirigente Didattico, sono stati riconosciuti dalla Commissione Scientifica dell’AICA ( Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo) come Ricercatori Scientifici per aver ideato un Software Didattico per la Scuola dell’Infanzia.
Il 9 maggio presso l’Università di Napoli Federico II, hanno presentato il loro software al 28°Convegno Internazionale DIDAMATICA ( Informatica per la Didattica) tenutosi con la partecipazione del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca e dell’Agenzia per l’Italia Digitale.
I fratelli Bratta nel presentare la loro ricerca hanno spiegato che in una società come la nostra connotata da radicali e repentini cambiamenti la scuola deve necessariamente porsi in una linea di continuità con essa.
L’introduzione delle tecnologie nella nostra scuola è presente ormai da anni, l’innovazione, continua la dott.ssa Bratta , è stata quella di introdurre la didattica nelle tecnologie, il digitale che lascia il concetto di laboratorio ed entra in sezione, nel quotidiano a supporto della didattica a tutto tondo con la finalità di migliorare i risultati di apprendimento.
Partendo dalla convinzione che il bambino impara facendo abbiamo creato un ambiente virtuale in cui egli diventa “artigiano” attraverso un’esperienza che invita a provare…fare…sbagliare…e impare!
Dopo questo grande riconoscimento, Filippo e Rosalba Bratta, a settembre, firmeranno un contratto di collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione Primaria dell’Università degli Studi di Bari per continuare la loro ricerca sull’inserimento delle Nuove Tecnologie nella Scuola dell’Infanzia.

Settimanale Fax, anno XIX, n. 25, Rossana Paolillo

Il gioco spontaneo e non strutturato, permette al bambino di fissarsi degli obiettivi, trovare strategie e sviluppare un pensiero autonomo.La creatività del gioco libero è insostituibile.
I bambini che hanno più occasioni per svolgere attività non strutturate diventano più bravi a fissarsi degli obiettivi e a impostare delle strategie per raggiungerli.
E’ quanto emerge uno studio dell’Università del Colorado pubblicato sulla rivista “Frontiers in Psychology”. Il livello di autonomia che permette di organizzarsi e agire da soli è stimolato da attività di svago in cui non ci sia una direzione da parte di adulti.
Quali sono quindi le attività più formative per i bambini nell’età della crescita? Lo studio eseguito dall’Università del Colorado ha coinvolgo 70 bambini di 6 anni, misurando quanto tempo dedicano abitualmente ad attività non strutturate e valutando il livello di autonomia raggiunto. Ne è emerso che attività come imparare a suonare il piano, fare i compiti di scuola o frequentare un corso sportivo con allenamenti costanti siano alcuni degli esempi di attività strutturate che tengono occupati i ragazzi nel pomeriggio, ma non danno loro la possibilità di fare esperienze di crescita come ne avrebbero nel gioco spontaneo.
La discussione sulla effettiva utilità dei compiti a casa come attività educativa è aperta da anni, ma i compiti di scuola non sono i soli usurpatori del tempo libero dei bambini.
L’agenda dei più piccoli è piena di impegni pomeridiani scelti prevalentemente dai genitori nell’ottica di fruttare il più possibile la capacità di apprendimento dei bambini in previsione di un futuro soddisfacente.
Cosa ha realmente bisogno di imparare un bambino per il suo futuro? Senza nulla togliere ai benefici della musica a tutte le età, a quelli dello sport o dello studio di una seconda o terza lingua è forse la proporzione di tempo destinata a questi corsi che dovrebbe preoccupare i genitori. I corsi pomeridiani sono spesso scelti in alternativa a quell’ozio che agli occhi degli adulti sembra tanto una perdita di tempo, ma che è invece molto importante per la formazione del pensiero autonomo dei bambini. Giocando liberamente i bambini decidono quali obiettivi vogliono raggiungere, fissano regole e limiti, elaborano strategie, sperimentano il fallimento e ne riemergono cercando alternative. La creatività del gioco libero è insostituibile. Le attività non strutturate necessarie allo sviluppo del bambino non si limitano al gioco libero, situazione in cui ci immaginiamo un viso felice mentre è occupato a montare e smontare, arrampicarsi sugli alberi e stare a guardare le nuvole.
Sono attività non strutturate tutte quelle scelte che il bambino compie da protagonista seguendo la passione del momento o una curiosità, come ad esempio leggere, inventare storie, trasformare oggetti comuni in nuovi giochi.
La voglia di giocare liberamente nei bambini è innata, più che di indicazioni su cosa fare hanno bisogno del tempo e del permesso per farle.

www.pianetamamma.it, a cura di Daniela Poggi