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Noi come la Finlandia

Ottobre 27th, 2015 | Posted by Betty in news - (0 Comments)

articolo17_7In Finlandia l’asilo, o scuola dell’infanzia, è chiamata pre-school e si basa fondamentalmente sulla gioia, sull’ insegnare ai bambini questo sentimento così importante; i bambini apprendono giocando e gioendo, niente insegnamenti come lettere, numeri a meno che non venga espressamente richiesto dal bambino stesso per comprendere meglio l’attività che sta svolgendo. Anche nella nostra scuola avviene questo, i bambini sono liberi di giocare e di utilizzare i materiali in completa autonomia vivendo, così, intensi momenti di gioia, scoperta e apprendimento spontaneo.
Nelle scuole finlandesi, come nella nostra, c’è tanta natura intorno ai bambini, questo è un gran bel vantaggio, stare fuori, all’aria aperta i bambini, e non solo, vivono un senso di libertà, sono liberi di muoversi, di sperimentare le proprie capacità, i propri limiti. Sono liberi di accettare le sfide e anche di rinunciarvi. All’interno i tavoli sono usati per giocare e non per “studiare”, si gioca e si canta e i bambini arrivano in prima elementare, a 7 anni, i nostri a 6 e ci si affanna anche per anticipare ai 5 e mezzo, senza saper né leggere né scrivere; eppure gli studenti finlandesi eccellono nei test PISA, ma che strano.… eppure i nostri bambini imparano già moltissimo..… e in America vogliono addirittura inserire un programma di alfabetizzazione all’asilo.
Ma torniamo ai finlandesi e a noi, la pre-school, scuola dell’Infanzia per noi, è un ambiente perfetto per i bambini, dove giocano tantissimo e scoprono e imparano cose nuove attraverso l’esperienza e le relazioni interpersonali con i compagni, apprendono a contare senza saperlo, una bambola a me e una a te fanno due bambole, se c’è anche un altro bimbo avremo bisogno di tre bambole .… e così via senza accorgersene!
Una volta alla settimana si scrive.… ma con le mani, niente penne o matite, questo perchè usando le mani direttamente si è più a contatto con l’apprendere quello che si sta facendo, e ovviamente ci si diverte di più, e non si è obbligati a stare seduti e fermi!
Quello che i bambini imparano divertendosi difficilmente lo dimenticheranno, perchè ogni volta che la rifaranno assoceranno a quella cosa un momento di gioia.
In Finlandia, come nella nostra scuola, i bimbi hanno a disposizione una libreria, alcuni prendono un libro e lo sfogliano, altri guardano le figure mentre altri ancora sono più curiosi e chiedono aiuto alle insegnanti e a fine anno tutti avranno imparato qualcosa.
Il bravo educatore è in grado di capire se un bambino è interessato ad imparare e si appresta a stimolarlo, ma se si accorge che non è interessato, assolutamente non lo spinge verso una forzatura che romperebbe l’equilibrio che si è stabilito, quell’equilibrio basato sulla gioia e sull’allegria.
Cosa c’è di meglio che giocare quando si è bambini? Si ha davanti tutta la vita per imparare, per migliorare e per diventare magari dei geni!
Lasciate giocare i vostri bambini, non costringeteli ad imparare, passeranno molti anni sui libri, a studiare e a cercare di memorizzare mille nozioni e formule, hanno tanto tempo davanti a loro e poco tempo per gioire come solo i bambini sanno fare.

Pedagogista Clinico Rosalba Bratta

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Dal pomodoro alla salsa

Ottobre 15th, 2015 | Posted by Betty in news - (Commenti disabilitati su Dal pomodoro alla salsa)

articolo16_1Maria Montessori, nel suo metodo didattico, introdusse le attività all’aperto, intuendo che l’osservazione della natura, l’allevamento degli animali domestici, la coltivazione delle piante in giardino e nell’orto, erano utili non solo per favorire lo sviluppo fisico dei bambini attraverso il gioco e il movimento, ma anche per utilizzare il raccolto dei prodotti dell’orto come materiale di conoscenza e permettere al bambino di avvicinarsi al cibo dall’origine ed in forma spontanea e giocosa.
Per tanto ritengo che l’esperienza diretta sia fondamentale per rendere i bambini protagonisti assoluti del loro percorso di apprendimento. Nella nostra scuola ogni nuova conoscenza è supportata dal “fare” e dall’osservazione diretta, un esempio è stata la raccolta dei pomodori presso un’azienda agricola di Putignano. La raccolta è servita per far conoscere ai bambini la pianta del pomodoro e come viene raccolto. Dopo la raccolta abbiamo invitato i nonni a scuola ed insieme abbiamo fatto la salsa con i pomodori raccolti dai bambini. L’esperienza diretta della trasformazione del pomodoro in salsa diventa, così, competenza consolidata e gioia di nuove scoperte.

Pedagogista Rosalba Bratta

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