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articolo24_1Finalmente leggo un articolo che valorizza l’importanza di una buona scuola dell’Infanzia.
Una buona scuola dell’Infanzia rende studenti migliori, dice l’articolo, a 11 anni sono migliori dei coetanei nelle discipline e hanno un comportamento scolastico più controllato e socievole.
In cosa consiste una buona scuola dell’Infanzia?
La risposta la da Susanna Mantovani, rettrice della Bicocca, dopo un sondaggio, spiega, i genitori e gli educatori concordano sul fatto che i bambini nella fascia 0-6 devono imparare a sviluppare capacità e risolvere problemi, più che imparare nozioni. I bambini che hanno frequentato buone scuole dell’Infanzia sono ragazzi che riescono meglio nelle prove INVALSI. Test che invece vanno esclusi dalle scuole dell’Infanzia: «Ci sono rischi di stigmatizzazione precoce» anticipa la prof.ssa Anna Bondioli, del gruppo di lavoro ministeriale.
Meno valutazione, più problem solving, laboratori dove provare. Il governo dovrà varare entro l’anno, come prescrive la riforma Renzi, una legge per ridefinire le regole per lo 0-6 anni.
I pedagogisti suggeriscono insegnanti con formazione accademica, coordinatori pedagogici per controllarli, spazi e tempi adatti ai ritmi lenti dei bambini, progetti pilota per costruire un sistema educativo di qualità improntato più alla sperimentazione che al nozionismo dove il bambino può toccare, immaginare, fantasticare. I bambini piccoli, spiega Nice Terzi, presidente del gruppo Nidi-Infanzia non devono apprendere, ma capire come si apprende. Il resto verrà dopo!

Pedagogista Clinico Rosalba Bratta
Tratto dal Corriere della sera del 27 febbraio 2016

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La didattica digitale del “fare” nella scuola dell’Infanzia

Aprile 12th, 2016 | Posted by Betty in news - (Commenti disabilitati su La didattica digitale del “fare” nella scuola dell’Infanzia)

articolo25_1Quindici anni fa avremmo detto che la nostra era una scuola digitale perché riuscimmo ad organizzare il laboratorio di informatica. Una stanza con due computer che venivano utilizzati rigorosamente con la presenza dell’insegnante e i bambini avevano un tempo misurato per poter utilizzare il computer uno alla volta. Il tempo e l’esperienza sul campo ci hanno portato a comprendere che la scuola digitale non vuol dire avere le attrezzature multimediali e permettere al bambino di esplorarle, ma utilizzare le tecnologie in modo efficace nell’ottica di un processo di rinnovamento delle metodologie didattiche e, all’interno del normale curriculum scolastico, possono favorire il conseguimento di precisi obiettivi didattici.
Nella nostra scuola è in atto una seria riflessione sul ruolo delle tecnologie nella didattica, una didattica che sappia veicolare i contenuti e individuare strategie di apprendimento. Per questo motivo il software assume un ruolo determinante.
Il software è stato studiato per integrarsi perfettamente con il nostro pensiero pedagogico ossia uno strumento che renda il bambino protagonista del proprio modo di agire e apprendere, un software che entra in sezione, nel quotidiano, a supporto della didattica a tutto tondo con la finalità di migliorare e modificare i processi di apprendimento. Partendo dalla convinzione che il bambino impara facendo abbiamo creato un ambiente virtuale in cui egli diventa “artigiano” attraverso un’esperienza che invita a provare…fare…sbagliare…e impare!
L’introduzione e l’uso del computer non è dunque un’operazione che lasciamo alla spontaneità, dietro c’è sempre un accorto lavoro di costruzione e formazione che si traduce con la realizzazione del setting didattico permettendo al bambino di dare senso al suo processo di apprendimento.

Pedagogista Clinico
Dott.ssa Rosalba Bratta

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Scuola dell’Infanzia Bilingue

Aprile 11th, 2016 | Posted by Betty in news - (Commenti disabilitati su Scuola dell’Infanzia Bilingue)

articolo26_1Nella nostra scuola dell’infanzia il bambino è protagonista del suo apprendimento e deve poter utilizzare tutti i suoi “cento linguaggi” per esplorare e trarre le sue conclusioni. Il bambino, quindi, ha il diritto di sperimentare, sporcarsi, provare l’ebbrezza di una nuova sfida e di essere ascoltato e capito. Crediamo che ogni bambino sia unico e speciale, dotato di intelligenze multiple. Il nostro compito è di affiancarlo nell’apprendimento, ascoltandolo, incoraggiandolo, dandogli la possibilità di proporre in tranquillità idee e soluzioni e di trovare con il nostro aiuto la strada verso la conoscenza. Per questo motivo abbiamo inserito nella nostra didattica il bilinguismo, non inteso come una semplice introduzione alla fonetica o ad alcuni vocaboli, ma con la presenza costante di un insegnante bilingue nella quotidianità della giornata scolastica. I bambini dialogano con lui, giocano, ascoltano letture in inglese, il tutto vissuto con spontaneità e libertà di scelta. L’insegnante è considerato un “co-learner”, un collaboratore del bambino, lo incoraggia a compiere un percorso personale di scoperte e di conquiste attraverso una seconda lingua.

Pedagogista Clinico
Dott.ssa Rosalba Bratta