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La Buona Educazione

Dicembre 19th, 2017 | Posted by Betty in news - (Commenti disabilitati su La Buona Educazione)

Ad un certo punto della mia formazione, ho deciso di occuparmi del sostegno ai genitori. I genitori sono la più grande e preziosa risorsa che i bambini e i ragazzi hanno a disposizione: la vera strategia vincente consiste nel sostenere il loro ruolo educativo. Ristabilire le basi educative , questa è la sfida del nostro lavoro. I genitori vanno aiutati a ristrutturare condizioni educative adeguate , come la giusta distanza, il gioco di squadra, la coesione, il sostegno alle autonomie, perché i bambini stanno bene quando i genitori sono educativi, e riconoscono il valore degli insegnanti che stimolano e attivano le competenze piuttosto che di quelli che tengono lezioni rigide e frontali. Se la vera emergenza che stiamo vivendo è la disattenzione educativa verso le nuove generazioni, io conservo una grande speranza: sono convinta che i genitori possano farcela, che gli insegnanti siano in grado di organizzare una scuola migliore che punti sulle risorse del bambino e non sull’accanimento nel trovare dei deficit. Oggi alcuni bambini, ancor prima di mettere piede nella scuola, sono già etichettati: Sindrome da iperattività. Una definizione che negli anni precedenti sarebbe stata definita come: vivacità! Credo che ci sia bisogno di riprogettare un’organizzazione adeguata ai nostri tempi per recuperare quel ruolo educativo ormai facilmente delegato agli operatori della società medica. Pensate che, negli ultimi quindici anni i bambini e i ragazzi italiani sono stati investiti da un’ondata diagnostica a orientamento neuropsichiatrico senza alcun precedente storico. Quando si tratta di bambini, sfruttare le inevitabili aspettative e preoccupazioni dei genitori e cavalcare l’onda delle ansie è fin troppo facile! Ma questo non fa altro che aumentare l’inquietudine emotiva di madri e padri e favorire interessi economici che nulla hanno davvero a che vedere fare con la salute e la cura dell’infanzia.

Pedagogista, Rosalba Bratta

La mia scuola

Luglio 6th, 2017 | Posted by Betty in news - (0 Comments)

Non ci saranno i grembiuli, non ci saranno banchi, ma tavoli tondi per favorire la collaborazione, niente cartelle. Non ci saranno classi ma un “open space” organizzato.
Non ci sarà il suono della campanella che segnala l’inizio e la fine delle lezioni. Non ci saranno i voti, ma valutazioni che metteranno in evidenza punti di forza e di debolezza di ogni bambino. Non ci saranno i compiti a casa per dare la possibilità al bambino di vivere esperienze familiari, sportive e di tempo libero. Ci saranno libri, quaderni, penne e colori, ci saranno le tecnologie e materiali laboratoriali ed un’ infinità di cose da toccare, sperimentare ed esplorare. Si seguirà un percorso formativo ministeriale sviluppato sulle reali esigenze formative dei bambini mirato a mantenere sempre viva la curiosità e la voglia di apprendere.
Nasce a Putignano la prima Scuola Parentale esterna alla Famiglia. Una delle prime in Puglia. Sta crescendo in Italia la voglia di istruzione parentale, permessa dalla Nostra Costituzione che richiama alla mente i precettori di un tempo. Una realtà voluta fortemente da Rosalba Bratta, 48 anni, un curriculum lungo cinque pagine e trent’ anni di esperienza nel settore. Due lauree, la prima in Scienze della formazione primaria, la seconda in Scienze Pedagogiche. Una Specializzazione in Pedagogia clinica. Insegnate, educatrice e pedagogista , direttrice della Scuola dell’Infanzia Privata Paritaria “Qui, Quo,Qua”. La nuova scuola parentale si chiamerà “La Mia Scuola”. La dott.ssa Bratta sarà affiancata da due docenti: la professoressa Valentina Giannattasio, laureata in Lettere e Filologia Moderna e l’insegnate di madrelingua Inglese, Gemma Victoria De Cisneros. L’insegnamento poggerà sulla didattica attiva.
“Per “didattica attiva”- spiega Rosalba Bratta- intendo un insieme articolato di metodologie di insegnamento che vedono il bambino come soggetto attivo e non passivo del proprio processo di apprendimento. In questo modo viene rispettato il bambino come soggetto e valorizzate le sue potenzialità, quindi una didattica basata sulla collaborazione e condivisione in cui centrale diventa il ruolo della relazione, autonomia ed esperienza. Un esempio potrebbe essere la matematica ed il far di conto tra quaderni ed uscite organizzate di vita pratica ( fare la spesa) e percepire pesi e quantità attraverso gli alimenti.

Io penso che una scuola dove si impara senza il piacere di apprendere non è scuola, è altro! Nel “La Mia Scuola” i bambini non solo impareranno a leggere, ma soprattutto ad amare la lettura e non sarà importante saper scrivere quanto saper usare le parole. Partiremo dal qui ed ora per cercare insieme le risposte alle domande che appartengono allo studio della storia, geografia, scienze e filosofia.
“Tutti zitti e fermi ad imparare?”
Il corpo che si muove- spiega Bratta- ha in sè una mente che ragiona, pertanto ritengo indispensabile che il bambino sia in costante movimento mentre si appassiona allo studio ed alla ricerca. Questo vuol dire che non ci sarà l’ora di scienze motorie, ma il movimento sarà legato alla necessità.
L’insegnate in madre lingua inglese-affiancherà i percorsi formativi permettendo ai bambini di acquisire padronanza e conoscenza di vocaboli inglesi simultaneamente seguendo il metodo che prevede l’apprendimento della lingua inglese attraverso l’esperienza.
“Metodi di insegnamento alternativi e i programmi ministeriali che fine faranno?
“Il percorso scolastico deve servire a valorizzare le attitudini individuali di ogni bambino, senza perdere di vista le linee di base della scuola tradizionale. In questo modo i bambini saranno pronti ad affrontare gli esami di fine anno per verificare le competenze acquisite. Un esame che, ad oggi, è obbligatorio!
Perché niente compiti a casa
“Perché dare tanti compiti a casa se si è lavorato tanto a scuola? Impegnare il bambino con tanti compiti significa toglierlo dal contesto sociale ed isolarlo da quelle che sono le possibilità di coltivare hobby ed amicizie, di fare sport e di vivere la famiglia come momento di incontro e non di scontro e tensioni. Niente compiti a casa, ma il bambino sarà libero di leggere quello che vorrà leggere, osservare quello che più lo appassiona, guardare quello che più lo incuriosisce.

Niente aula con banchi, sedie e lavagna
“Ci saranno tavoli e non banchi per favorire la collaborazione ed il confronto. Gli spazi saranno arredati a misura bambino con materiali sempre a loro disposizione.

E con i voti, le pagelle, le valutazioni di fine anno come la mettiamo?
“ Il bambino non è quello che produce, ma è quello che è, va visto nella sua interezza. Un voto basso può segnare o addirittura bloccare il percorso di crescita e di autostima del bambino. La disistima porta al non sentirsi capace e per me è inconcepibile che questo avvenga proprio nel contesto scolastico. La scuola dovrebbe credere nelle capacità di tutti e di ciascuno e rispettare tempi e modalità di apprendimento. Per tanto concluderemo il percorso annuale di studi senza la soddisfazione di aver fatto meglio di un altro, ma con la gioia di essere una squadra!
Per tutti coloro che volessero conoscere meglio questa realtà o semplicemente soddisfare la loro curiosità, la dott.ssa Bratta ai seguenti contatti 3476451291/ brattalba@libero.it

Pubblicazione del 01 luglio 2017

Cresceteli autonomi!

Giugno 6th, 2017 | Posted by Betty in news - (0 Comments)

Se il percorso psicoevolutivo di ogni bambino è un progresso continuo verso libertà ed autonomia, intese come l’arrivare a sentirsi capaci di fare da sé, riuscire a risolvere i problemi le difficoltà senza l’aiuto degli altri, gli adulti hanno il dovere di sostenere i bambini in questo viaggio. Maria Montessori affermava: i bambini hanno bisogno di fiducia e gli adulti hanno il compito di aiutare i bambini a fare da soli. Questo è il centro dell’educazione, e-ducere, tirar fuori quello che già c’è dentro, per farlo è indispensabile lasciare che il bambino possa fare… e fare da solo!                                                                                                             Montessori su questo era tassativa, gli adulti che aiutano i bambini in un compito che potrebbero fare da soli, non commettono solo uno sbaglio, ma creano addirittura un danno. Quante realtà oggi vedo in cui i genitori a 6 anni lavano e vestono i figli a 10 gli tagliano la carne e chiedono quali compiti devono fare sul gruppo whatsapp delle mamme, a 12 prepariamo le cartelle e studiamo con loro, a 16 li svegliamo per andare a scuola. In questo modo, difficile dire se poi avranno voglia di fare da soli. È normale vedere il bambino o il ragazzo che non sa fare qualcosa, ma anche quando ha delle difficoltà, è dotato comunque della potenzialità di imparare a farlo. La potenzialità di esplorare, di provare, di rischiare, anche di sbagliare e poi…di farcela. Parliamo di autonomia che non vuol dire fare tutto quello che si vuole quando si vuole, ma parliamo di una competenza fatta di indipendenza ma anche di autoregolazione. Questo ha a che fare con l’autostima, con la consapevolezza di sé, con l’empowerment ( capacità di guidare le proprie azioni) parliamo di resilienza. Dobbiamo però fare anche un’altra riflessione, educare all’autonomia non significa nemmeno lasciarli da soli. Capita anche questo, che poi li molliamo. Li seguiamo passo passo e poi stanchi delle loro richieste decidiamo che sono pronti e li lasciamo ad un “ arrangiati! ”. Non si può all’improvviso imparare a fare da soli, serve un tempo dedicato, una vicinanza discreta e fiduciosa, la capacità di dare una mappa dentro cui muoversi e sperimentarsi osservando obiettivamente quello che loro sono e ad immaginare quello che potrebbero diventare.

Pedagogista Clinico, Rosalba Bratta

Yoga con i bambini

Aprile 6th, 2017 | Posted by Betty in news - (Commenti disabilitati su Yoga con i bambini)

Sappiamo che per il bambino è importantissimo il movimento, perché attraverso di esso cresce sano, formando corpo e psiche. Oggi più che mai il movimento viene invece impedito, tentando di tenere i bambini più fermi possibile: stanno ore seduti sui banchi a scuola, poi a casa a fare i compiti, per poi “giocare” davanti al pc o guardando la TV. Non potendo muoversi, accumulano stress, agitazione e nervosismo che non riescono a scaricare. In questo caso lo yoga si rivela prezioso poiché lascia libero il bambino di praticare un’attività come se fosse un gioco con il vantaggio di favorire il rilassamento, la scoperta di sé e delle proprie facoltà. Diventa quindi un’attività non competitiva che lo aiuta a crescere più sano, più equilibrato e più centrato mentalmente. Una seduta di yoga è diversa da quella per adulti ed è creata in modo che la fantasia e la creatività aprano la strada al divertimento e al gioco, pur mantenendo intatto l’aspetto spirituale della disciplina. Le varie posizioni, che hanno già di per sé nomi fantasiosi (fra cui spiccano albero, la montagna, l’orso, il coccodrillo, il tunnel di coccole…) sono in genere presentate in forma di fiaba, racconto : un altro espediente che contribuisce a sviluppare le capacità cognitive e sociali nel bambino. Per questo abbiamo scelto di inserire lo yoga nella nostra offerta formativa, una pratica che nutre la consapevolezza del proprio corpo, attiva l’attenzione sul respiro, favorisce la capacità di esprimere le emozioni e la concentrazione, propone esperienze di rilassamento, diminuisce i conflitti nel gruppo ed attraverso un clima rispettoso, incrementa l’autostima e alimenta il senso di rispetto nei confronti dell’altro da sé.

Pedagogista Clinico, Rosalba Bratta