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Author Archives: filippo

Fare scuola nel bosco

Settembre 16th, 2014 | Posted by filippo in news - (Commenti disabilitati su Fare scuola nel bosco)

7art1Fare scuola in un bosco è un’esperienza tra le più meravigliose che un bambino possa fare nella vita.
Il bosco, luogo naturale e ricco di stimoli, è la classe per molti fortunati bambini.
L’idea di questa scuola diversa ha preso inizio negli anni ’50 in Danimarca e visto il successo su tutti i fronti si è poi diffusa nel mondo.
In Europa le scuole nei boschi sono soprattutto in Germania e in Svizzera. Nel mondo un pò dappertutto, anche in Giappone.In Italia l’idea sta prendendo piede molto lentamente ma alcune città cercano di promuovere questa bellissima esperienza.La scuola nel bosco vi sembra un’idea bizzarra e poco praticabile?Cerchiamo di spogliarci dei nostri pregiudizi e analizziamola meglio.
Questa particolare scuola ha molti aspetti simili alla concezione montessoriana di educazione: l’apprendimento avviene mediante l’esperienza, il contatto con la natura è già di per sè maestro di vita i bambini fanno esercizio fisico correndo e arrampicandosi sugli alberi.
Invece di aule e lavagne, i bambini studiano e apprendono da Madre Natura, in modo semplice e diretto.
In questi asili si impara tanto e soprattutto si impara con poco, cosa che giova in maniera eccezionale alla fantasia e alla creatività dei bambini, dote che sfortunatamente va persa con gli anni. 

7art2Gli effetti sullo sviluppo psicofisico del bambino
L’idea fondamentale, secondo Marga Keller, che ha fondato e dirige, a Zurigo, Wakita, un altro asilo all’aperto – è imparare mediante il gioco e far sì che il bambino arrivi da solo a capire il funzionamento delle cose. È poco realistico aspettarsi che tutti comprendano nello stesso momento: ogni alunno ha bisogno di tempi propri per rielaborare e in-teriorizzare i contenuti delle esperienze vissute. Anche secondo Tilde Giani Gallino, ordinario di Psicologia dello sviluppo all’Università di Torino, – si tratta di un modello educativo molto valido. Il bambino, infatti, ha una grande capacità di adattamento e attraverso i cinque sensi apprende moltissimo. Cosa che non avviene se sta incollato alla tv, da cui non impara nulla.

Quattro buone ragioni per un asilo nel bosco
PER EDUCARE ALLA SENSORIALITÀ: non usiamo che una piccola parte delle potenzialità che ci offrono i nostri sensi. Il bosco e la natura ci inviteranno a venire scoperti attraverso un approccio multisensoriale.

PER VIVERE L’AMICIZIA: il contesto rilassato, scandito dal ritmo lento della natura, permette di rispettare i tempi di ogni singolo bambino, che attraverso situazioni di gioco libero e attività creative potrà essere facilitato, anche dall’essere inserito in un piccolo gruppo, nel creare legami affettivi con gli altri bambini.

PER ESPLORARE LA NATURA: consentire ai bambini un avvicinamento consapevole al mondo naturale attraverso stili di vita eco-sostenibili e stimolando lo spirito di osservazione anche attraverso degli esperti. Il bosco offre la possibilità ai più piccoli di stimolare il loro senso di avventura e la loro fantasia.

Articolo tratto da: www.eticamente.net

La Scuola dell’Infanzia Digitale a Putignano

Agosto 12th, 2014 | Posted by filippo in news - (Commenti disabilitati su La Scuola dell’Infanzia Digitale a Putignano)

Dopo anni di studio e sperimentazione delle tecnologie nella Scuola dell’Infanzia Qui Quo Qua, Filippo Bratta, programmatore e sua sorella Rosalba, Dirigente Didattico, sono stati riconosciuti dalla Commissione Scientifica dell’AICA ( Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo) come Ricercatori Scientifici per aver ideato un Software Didattico per la Scuola dell’Infanzia.
Il 9 maggio presso l’Università di Napoli Federico II, hanno presentato il loro software al 28°Convegno Internazionale DIDAMATICA ( Informatica per la Didattica) tenutosi con la partecipazione del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca e dell’Agenzia per l’Italia Digitale.
I fratelli Bratta nel presentare la loro ricerca hanno spiegato che in una società come la nostra connotata da radicali e repentini cambiamenti la scuola deve necessariamente porsi in una linea di continuità con essa.
L’introduzione delle tecnologie nella nostra scuola è presente ormai da anni, l’innovazione, continua la dott.ssa Bratta , è stata quella di introdurre la didattica nelle tecnologie, il digitale che lascia il concetto di laboratorio ed entra in sezione, nel quotidiano a supporto della didattica a tutto tondo con la finalità di migliorare i risultati di apprendimento.
Partendo dalla convinzione che il bambino impara facendo abbiamo creato un ambiente virtuale in cui egli diventa “artigiano” attraverso un’esperienza che invita a provare…fare…sbagliare…e impare!
Dopo questo grande riconoscimento, Filippo e Rosalba Bratta, a settembre, firmeranno un contratto di collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione Primaria dell’Università degli Studi di Bari per continuare la loro ricerca sull’inserimento delle Nuove Tecnologie nella Scuola dell’Infanzia.

Settimanale Fax, anno XIX, n. 25, Rossana Paolillo

L’importanza del gioco libero nei bambini

Agosto 12th, 2014 | Posted by filippo in news - (Commenti disabilitati su L’importanza del gioco libero nei bambini)

Il gioco spontaneo e non strutturato, permette al bambino di fissarsi degli obiettivi, trovare strategie e sviluppare un pensiero autonomo.La creatività del gioco libero è insostituibile.
I bambini che hanno più occasioni per svolgere attività non strutturate diventano più bravi a fissarsi degli obiettivi e a impostare delle strategie per raggiungerli.
E’ quanto emerge uno studio dell’Università del Colorado pubblicato sulla rivista “Frontiers in Psychology”. Il livello di autonomia che permette di organizzarsi e agire da soli è stimolato da attività di svago in cui non ci sia una direzione da parte di adulti.
Quali sono quindi le attività più formative per i bambini nell’età della crescita? Lo studio eseguito dall’Università del Colorado ha coinvolgo 70 bambini di 6 anni, misurando quanto tempo dedicano abitualmente ad attività non strutturate e valutando il livello di autonomia raggiunto. Ne è emerso che attività come imparare a suonare il piano, fare i compiti di scuola o frequentare un corso sportivo con allenamenti costanti siano alcuni degli esempi di attività strutturate che tengono occupati i ragazzi nel pomeriggio, ma non danno loro la possibilità di fare esperienze di crescita come ne avrebbero nel gioco spontaneo.
La discussione sulla effettiva utilità dei compiti a casa come attività educativa è aperta da anni, ma i compiti di scuola non sono i soli usurpatori del tempo libero dei bambini.
L’agenda dei più piccoli è piena di impegni pomeridiani scelti prevalentemente dai genitori nell’ottica di fruttare il più possibile la capacità di apprendimento dei bambini in previsione di un futuro soddisfacente.
Cosa ha realmente bisogno di imparare un bambino per il suo futuro? Senza nulla togliere ai benefici della musica a tutte le età, a quelli dello sport o dello studio di una seconda o terza lingua è forse la proporzione di tempo destinata a questi corsi che dovrebbe preoccupare i genitori. I corsi pomeridiani sono spesso scelti in alternativa a quell’ozio che agli occhi degli adulti sembra tanto una perdita di tempo, ma che è invece molto importante per la formazione del pensiero autonomo dei bambini. Giocando liberamente i bambini decidono quali obiettivi vogliono raggiungere, fissano regole e limiti, elaborano strategie, sperimentano il fallimento e ne riemergono cercando alternative. La creatività del gioco libero è insostituibile. Le attività non strutturate necessarie allo sviluppo del bambino non si limitano al gioco libero, situazione in cui ci immaginiamo un viso felice mentre è occupato a montare e smontare, arrampicarsi sugli alberi e stare a guardare le nuvole.
Sono attività non strutturate tutte quelle scelte che il bambino compie da protagonista seguendo la passione del momento o una curiosità, come ad esempio leggere, inventare storie, trasformare oggetti comuni in nuovi giochi.
La voglia di giocare liberamente nei bambini è innata, più che di indicazioni su cosa fare hanno bisogno del tempo e del permesso per farle.

www.pianetamamma.it, a cura di Daniela Poggi

Anticipo a scuola: un anno perso, non un anno guadagnato.

Marzo 4th, 2014 | Posted by filippo in news - (Commenti disabilitati su Anticipo a scuola: un anno perso, non un anno guadagnato.)

3art1Penso a quei bambini, nati nei mesi di gennaio febbraio marzo e aprile, che si ritrovano ad affrontare la Scuola Primaria come anticipatari senza via di scampo. Una decisione presa per loro dalla famiglia, a sua volta incoraggiata dalla legge, ma che non valuta con coscienza la ricaduta sui bambini. Eppure basterebbe soffermarsi e riflettere solamente sulle abilità ”relative” e sulla maturità emotiva del bambino per comprendere quanto può risultare dannoso l’anticipo di un percorso scolastico.
Cosa sono le abilità “relative”
Le abilità relative, meglio conosciute come prerequisiti, sono il patrimonio delle capacità del bambino, non sempre consapevoli, che gli consentono di affrontare apprendimenti strutturati: un livello organizzato nella produzione grafica, il disegno, il controllo della mano, la capacità di riprodurre segni e tratti grafici, il controllo della postura corporea, un’adeguata capacità di logica e ragionamento. Ciò rientra nel “patrimonio” di certezze da portare come bagaglio alla scuola primaria, senza queste abilità il bambino affronterà il nuovo percorso scolastico con grandi difficoltà.
Cos’è la maturità emotiva
A mio parere, la maturità emotiva del bambino resta una condizione indispensabile per affrontare serenamente l’ingresso alla scuola primaria: un buon grado di consapevolezza delle proprie capacità, saper reggere lo stress che il nuovo grado di scuola comporta, ciò tollerare la frustrazione di molte ore passate a fare cose che seppur divertenti e piacevoli richiedono la capacità di stare a lungo seduti, di ripetere azioni di routine e meccaniche inizialmente perfino poco gratificanti, capacità di tollerare gli insuccessi iniziali, fattori che, lo sappiamo bene, generano disistima. In breve, capacità di riconoscere e gestire le emozioni.
Per quanto l’età cronologica poco racconti delle abilità di un bambino è sicuramente dopo i sei anni che comincia ad agire con quel senso del dovere che lo porta ad essere attivamente collaborativo nel suo percorso. I bambini anticipatari, fatta esclusione per una piccolissima percentuale, faticano il doppio proprio a causa di una globale immaturità emotiva, sono capaci, ma subiscono il peso del compito che sottende gli apprendimenti della Scuola Primaria.
Purtroppo, per molti genitori, mandare il figlio in anticipo a scuola è sinonimo di intelligenza e quindi di vanto, un colmare la frustrazione di un obiettivo da loro mai raggiunto, per questo spingono il proprio figlio a bruciare le tappe convinti che in questo modo possano arrivare dove loro non sono arrivati o dove vorrebbero che lui arrivasse. In questo modo i bambini vengono caricati di aspettative che compromettono la serenità e la stabilità emotiva. In realtà, gli insegnanti della scuola dell’infanzia, che hanno gli strumenti e le competenze per valutare il grado di maturità emotiva del bambino, dovrebbero scoraggiare i genitori e spiegare che il percorso dell’anticipo, sì può andare bene, ma richiede al bambino il doppio della fatica e la cui incognita rischia di rivelarsi più avanti nel tempo. Spesso sono quei bambini che a scuola si contengono, perché costretti, ma a casa diventano irrequieti e ingestibili.
Ecco perché affrontare un anticipo, potrebbe rivelarsi una sorta di boomerang, un anno guadagnato lo si potrebbe spendere in frustrazione e in fatica. Un anno effettivamente guadagnato è un anno di gioco, un anno nel rispetto dei livelli di maturazione individuale, lasciando fare al tempo ciò che è del tempo.

Cfr. crescere creativamente.org.

Rosalba Bratta Pedagogista Clinico